Archive for the ‘Meglio il libro’ Category

Twilight

14/04/2010

“E se non fossi il supereroe? Se fossi il cattivo?”

Se Edward, co-protagonista di questa storia, con questa premessa riesce comunque a farsi amare, allora lasciate essere cattiva anche me, almeno questa volta. In questi anni mi sono impegnata a cercare di capire il fenomeno Twilight, così come viene spesso chiamato, senza però ottenere grandi risultati. L’unica conclusione a cui sono giunta è che Stephenie Meyer ha avuto l’idea giusta al momento giusto: una serie di romanzi fantasy per ragazzi, nel momento in cui una delle più lette in assoluto, la saga di Harry Potter, stava per volgere al termine.

La trama generale che lega i quattro romanzi sicuramente non è tra le più originali ma ciò che mi rende più perplessa è lo stile della scrittrice: non ho potuto risparmiarmi, in più occasioni, di definire questo romanzo il “diario di una quindicenne”. Spiacevole, visto che le idee di certo non mancano a questa scrittrice. Il libro è sicuramente leggibile in poco tempo e, tutto sommato, può anche essere apprezzato se si riesce a sopportare Bella, cioè la protagonista, e la ripetizione di uno stesso termine almeno dieci volte all’interno di una pagina.

Concludo lamentando l’incapacità di scrivere scene d’azione coinvolgenti più che compensate dal talento per le scene romantiche e ammettendo che l’idea di poter leggere lo stesso racconto, prendendo il punto di vista di Edward, è molto più affascinante.

L’adattamento cinematografico diretto da Catherine Hardwicke ha per lo meno una piccola scusante: un budget di produzione piuttosto misero, da considerarsi senza dubbio un limite per la qualità tecnica del film. Un adattamento ben riuscito nonostante ciò, poiché piuttosto fedele al testo originale e anche abbastanza piacevole da vedere, forse un po’ penalizzato dalle performance dei due attori protagonisti.

Mi permetto di far notare che Kristen Stewart mantiene la stessa espressione corrucciata per circa l’80% del film e che in un paio di occasioni, quando Robert Pattinson parla, in particolare nel doppiaggio italiano, sembra che stia espletando funzioni fisiologiche, sostituendo l’intensità della scena con pura ilarità.
Curioso pensare che nel 2008, la vista dei due attori protagonisti sulla copertina di Entertainment Weekly, aveva scatenato proteste di vario genere ed una petizione per annullare l’ingaggio di Pattinson.

Twilight, libro o film? Libro, molto del romanzo non si può mostrare su schermo.


STEPHENIE MEYER

“E se non fossi il supereroe? Se fossi il cattivo?” Se Edward, co-protagonista di questa storia, con questa premessa riesce comunque a farsi amare, allora lasciate essere cattiva anche me, almeno questa volta. In questi anni mi sono impegnata a cercare di capire il fenomeno Twilight, così come viene spesso chiamato, senza però ottenere grandi risultati. L’unica conclusione a cui sono giunta è che Stephenie Meyer ha avuto l’idea giusta al momento giusto: una serie di romanzi fantasy per ragazzi, nel momento in cui una delle più lette in assoluto, la saga di Harry Potter, stava per volgere al termine. La trama generale che lega i quattro romanzi sicuramente non è tra le più originali ma ciò che mi rende più perplessa è lo stile della scrittrice: non ho potuto risparmiarmi, in più occasioni, di definire questo romanzo il “diario di una quindicenne”. Spiacevole, visto che le idee di certo non mancano a questa scrittrice. Il libro è sicuramente leggibile in poco tempo e, tutto sommato, può anche essere apprezzato se si riesce a sopportare Bella, cioè la protagonista, e la ripetizione di uno stesso termine almeno dieci volte all’interno di una pagina. Concludo lamentando l’incapacità di scrivere scene d’azione coinvolgenti più che compensate dal talento per le scene romantiche e ammettendo che l’idea di poter leggere lo stesso racconto, prendendo il punto di vista di Edward, è molto più affascinante. L’adattamento cinematografico diretto da Catherine Hardwicke ha per lo meno una piccola scusante: un budget di produzione piuttosto misero, da considerarsi senza dubbio un limite per la qualità tecnica del film. Un adattamento ben riuscito poiché piuttosto fedele al testo originale e anche abbastanza piacevole da vedere, forse un po’ penalizzato dalle performance dei due attori protagonisti. Mi permetto di far notare che Kristen Stewart mantiene la stessa espressione corrucciata per circa l’80% del film e che in un paio di occasioni, quando Robert Pattinson parla, in particolare nel doppiaggio italiano, sembra che stia espletando funzioni fisiologiche, sostituendo l’intensità della scena con pura ilarità. Curioso pensare che nel 2008, la vista dei due attori protagonisti sulla copertina di Entertainment Weekly, aveva scatenato proteste di vario genere ed una petizione per annullare l’ingaggio di Pattinson.

Twilight, libro o film? Libro, molto del romanzo non si può mostrare su schermo.

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Harry Potter e il principe mezzosangue

13/04/2010

Il giorno e la notte, o forse meglio dire: la bella e la bestia. Personalmente ritengo che questo romanzo sia al primo posto tra i sette scritti da J.K.Rowling poiché, oltre ad essere scritto in maniera egregia come tutti gli altri, contiene il perfetto mix di azione, romanticismo, fantasia e comicità che un qualsiasi lettore spera di trovare in un libro.

In 591 pagine riusciamo ad alternare risate a lacrime e a rallentare la lettura per goderci meglio i momenti più romantici, per poi divorare pagine intere nei momenti di maggiore suspense.
E se il libro fa la parte della bella, dichiarare che il film è la bestia può essere considerato ancora un complimento. Già con l’adattamento del precedente romanzo della saga, David Yates ha dimostrato di non essere in grado di gestire film di questo genere e portata, lasciando così pensare che non si sarebbe più visto nei panni di regista in una produzione simile.

È stato quindi necessario ridimensionare queste aspettative alla speranza di vedere almeno un film migliore del precedente ma, ovviamente, si è verificato l’esatto opposto.
Parlare di fedeltà al libro è superfluo, in quanto le modifiche effettuate nelle sceneggiatura sono spesso non motivate e irritanti per gli amanti dei libri.

Non trovo giusto però, ignorare i pochi aspetti ben riusciti del film: primi fra tutti gli effetti speciali, senza alcun dubbio tra i migliori realizzati negli ultimi anni e in secondo luogo le musiche, composte da Nicholas Hooper, che riescono a comunicare quasi la stessa “magia” di quelle composte precedentemente da John Williams.

In definitiva un film che si può anche perdere ma un libro che, come i restanti sei della saga, andrebbe decisamente letto.

Harry Potter e il principe mezzosangue, libro o film? Libro!


Un ponte per Terabithia

01/04/2010

Il primo termine che mi viene in mente è: toccante. Se poi considerassi le opinioni espresse da altre persone riguardo questo romanzo, la probabilità che abbia fatto piangere molte altre persone oltre alla sottoscritta, è davvero alta.

La scrittrice Katherine Paterson pensava decisamente ad una storia per ragazzi ma in realtà, questo libro non lascia nessun lettore indifferente, indipendentemente dall’età. Un libro di piccole dimensioni ma di grande valore, oltre che di facile e piacevole lettura: è possibile rimanere sorpresi da quanto appassioni così facilmente. Consigliato a chiunque senza alcuna riserva.

Sfortunatamente non ho trovato altrettanto coinvolgente il film diretto da Gábor Csupó nel 2007 con i bravissimi Josh Hutcherson e AnnaSophia Robb e, nonostante la fedeltà dimostrata al testo scritto, dubito che qualcuno possa considerare il romanzo e il lungometraggio egualmente intensi, o apprezzare maggiormente quest’ultimo.

Estremamente affascinante il mondo di Terabithia così come ricreato nel film, perfettamente in linea con ciò che potrebbe nascere dalle menti molto fantasiose dei due piccoli protagonisti.

Una storia che forse dovrebbe essere letta e vista almeno due volte: la prima volta da piccoli, per apprezzarne il lato avventuroso e fantastico; la seconda da adulti per lasciarsi commuovere dal triste corso degli eventi.

Un ponte per Terabithia, libro o film? Libro.

Harry Potter e la pietra filosofale

31/03/2010

“Let the magic begin” recita la locandina del film, come se fosse possibile opporre resistenza alla magia che questa storia porta con sé. Il romanzo è tra i libri più letti della storia a poca distanza dalla Bibbia – sì, la vera Bibbia – e questo rende superfluo quasi ogni commento.

Forse si tratta davvero solamente di un fenomeno o forse, più probabilmente, di uno di quei rari casi in cui critica e pubblico si trovano in perfetto accordo. Una serie di piccoli capolavori è quella scritta da J.K.Rowling, adatta a lettori di qualsiasi età e capace di ammaliare con la sua inventiva.

Chris Columbus è sicuramente compreso nella ristretta cerchia di registi capaci di realizzare un adattamento cinematografico non solo fedele, ma anche apprezzabile. Nonostante le purtroppo frequenti critiche sulla banalità di questo lungometraggio, io trovo che sia uno splendido esempio di come sia possibile realizzare una versione cinematografica di un romanzo senza che questo debba perderne tutte le qualità.Le performance dei tre esordienti protagonisti sono state così convincenti da assicurare loro la partecipazione a tutti i successivi adattamenti, oltre ad una fama mondiale.

Dopotutto se gli incassi di questa pellicola sono ad oggi ancora tra i primi nella storia del cinema, un motivo dovrà pur esserci: probabilmente qualcosa di giusto questo regista deve averlo fatto.
Potendo commentare la versione originale del libro devo ammettere che nella traduzione qualcosa si perde dello “stile Rowling” e, sempre per lo stesso motivo, mi permetto di preferire il romanzo al film.

Harry Potter e la pietra filosofale, libro o film? Libro.

La bussola d’oro

30/03/2010

Torniamo al mio genere preferito: il fantasy. Il primo romanzo della trilogia Queste oscure materie, scritta da Philip Pullman, non è che la punta dell’iceberg di quella che mi è sembrata una delle narrazioni più immaginifiche tra quelle che ho letto.

Un fantasy che riesce a mescolare scienza, religione e magia in una miscela ipnotizzante, in particolare per gli amanti del genere, ma capace di non lasciare indifferente nessuno. Questo primo volume riesce a sollevare molta curiosità e perplessità ed è forse questa capacità ad invogliare la lettura del seguito: molte sono infatti le questioni rese meglio comprensibili solo nei seguiti.

Il lungometraggio che ne è stato tratto nel 2007, diretto da Chris Weitz, perde completamente l’essenza che rende il libro così apprezzabile. Nonostante la decisione di non inserire gli ultimi capitoli nella sceneggiatura, il film può essere considerato molto fedele al testo scritto ma del tutto incapace di distinguersi dalla massa di film per ragazzi appartenenti al genere.

Neanche la solitamente notevole Nicole Kidman riesce a dare un tocco speciale alla versione cinematografica, come se lo scopo del regista fosse quello di realizzare un’opera mediocre, riuscendo così da assicurarsi un discreto successo senza rischiare di realizzare qualcosa di veramente “fuori dal coro”.
E ci ritroviamo con un fondo di bottiglia, anziché un brillante.

La bussola d’oro, libro o film? Libro.

Il codice da Vinci

27/03/2010

Il caso letterario che ha dato inizio alla lunga serie di romanzi del genere. Un ottimo thriller scritto magistralmente da un Dan Brown che sa come tenere i lettori incollati alle pagine.

Contro ogni mio pregiudizio, causato dall’inspiegabile e rapidissima fama conquistata dal libro, sono rimasta estremamente affascinata da questa lettura nonostante non si tratti del mio genere preferito.

Un ritmo incalzante che invoglia, una rivelazione dopo l’altra, a continuare fino alla risoluzione del mistero: un vero peccato l’assurdità/l’insensatezza del finale. Piccolo pegno da pagare se confrontato col piacere che può portare questa, allora originale, storia.

Per quanto riguarda il lungometraggio diretto dal solitamente ottimo Ron Howard, mi trovo a doverlo considerare parte della categoria “Il trailer è costituito dalle parti migliori del film”.

Non sono stati sufficienti gli elementi del fantastico cast, tra cui spicca il perfetto Paul Bettany, per rendere il film paragonabile al testo da cui è tratto in quanto decisamente più noioso e privo di fascino.

Nonostante si consideri il tentativo di fedeltà verso l’opera di Brown, sono riuscita ad apprezzare davvero pochi elementi di questo film: primo, la colonna sonora di Hans Zimmer capace di essere toccante e maestosa allo stesso tempo e secondo, l’espediente studiato per mostrare i ragionamenti logici del professor Langdon così da non appesantire il ritmo già rallentato del film.

Il codice da Vinci, libro o film? Libro.

Orgoglio e pregiudizio

26/03/2010

Non un romanzo, un capolavoro. In assoluto una delle opere che più ho amato, e non perché il nome riportato in copertina è Jane Austen.

Se la storia può non sembrare tra le più appassionanti secondo la trama riportata sul retro, dobbiamo ricordare che non stiamo leggendo la traduzione delle parole scelte dal genio di questa donna.

Possiamo considerare questo romanzo come una vecchia, noiosa storia d’amore a lieto fine caratterizzata da parole di cui probabilmente non si conosceva neanche l’esistenza oppure, possiamo guardare al di là di tutto questo e osservare il mondo che ci viene raccontato, in cui non riusciremo mai a perderci completamente perché troppo diverso da quello in cui viviamo. Sorprendentemente è proprio Elizabeth Bennet, protagonista di questa storia, a stupirci con la sua modernità.

Vera punta di diamante di questo romanzo trovo siano i dialoghi tra la già citata protagonista e il signor Darcy: una vera delizia.

Il lungometraggio diretto da Joe Wright si mantiene fedele al testo scritto, nonostante nella figura di Elizabeth sia decisamente più accentuato il desiderio di emancipazione, causando una leggera perdita di contegno al personaggio, che a tratti risulta arrogante.
Trovo invece interessante la scommessa sull’interpretazione di Matthew Macfadyen il quale impersona il signor Darcy, rendendo questo personaggio molto credibile e decisamente affascinante.

Orgoglio e pregiudizio, libro o film? Libro.

Il leone, la strega e l’armadio

25/03/2010

Una storia per bambini? Pessimo errore di valutazione. Nelle pagine che compongono questo volume, parte dell’intera serie de Le Cronache di Narnia, le parole di C. S. Lewis raccontano avvenimenti dalle diverse interpretazioni, dando così corpo ad un romanzo con diversi livelli di lettura.

Molto interessante è infatti la ricerca di concetti teologici all’interno dei sette volumi, decisamente evidenti in alcuni passaggi di questo libro, che mostrano le abilità di questo scrittore in particolare nella creazione di allegorie.

Personalmente ho provato un’unica piccola punta di delusione legata alle mie aspettative relative a questo romanzo: non pensavo di leggere un romanzo fantasy con uno stile totalmente diverso da quello cui siamo ormai abituati. Un linguaggio che ricorda più i classici, forse dovuto agli studi e agli interessi dello scrittore, anziché opere quali Il Signore degli Anelli.

Tratto da questo romanzo è il lungometraggio diretto da Andrew Adamson sfortunatamente. Un giudizio troppo drastico? Possibile, ma di certo saranno concordi tutti coloro che ho visto addormentarsi nella sala del cinema.
Plausibilmente il genere sbagliato per questo regista, decisamente molto più apprezzato per la partecipazione alla regia del divertente Shrek, che fortunatamente non ha intaccato sensibilmente il successo del film.

Ciliegina sulla torta: un’ottima Tilda Swinton completamente sprecata e un maestoso Aslan che parlando ricorda il padrino.

Il leone, la strega e l’armadio, libro o film? Libro, ma di poco.

La storia infinita

24/03/2010

Il primo vero romanzo fantasy che abbia mai letto. Un libro che racconta più di una storia, poiché al suo interno si nascondono altri libri: un racconto che narra altri racconti.

Michael Ende è senza dubbio uno degli scrittori di maggior inventiva di cui abbia mai letto un’opera e, il suo romanzo è davvero capace di far perdere i lettori nel personaggio di Bastiano Baldassarre Bucci ribattezzato, come personalmente preferisco, Bastian Balthazar Bux nella versione cinematografica e permettendo di vivere le avventure raccontate direttamente in prima persona.

Il libro nella sua versione iniziale presentava piccoli dettagli che lo distinguevano dagli altri, il colore dei caratteri ad esempio: rosso per le vicende ambientate nel mondo reale e verde per quelle riguardanti il mondo di Fantàsia.

Il lungometraggio diretto da Wolfgang Petersen, per quanto apprezzabile, non può competere con il fascino del libro. Per quanto tutti abbiano desiderato almeno una volta volare trasportati da Falkor o cavalcare al fianco di Atreyu, personalmente considero il film adatto ad un pubblico di giovani, curiosi o appassionati.

Vera perla di questo romanzo è l’antagonista: il Nulla, un non luogo considerabile come un vero e proprio personaggio che si espande cancellando Fantàsia. Mork, il lupo mannaro, ne spiega così la natura: “Fantàsia muore perché la gente ha rinunciato a sperare, e dimentica i propri sogni, così Il Nulla dilaga, poiché esso è la disperazione che ci circonda. Io ho fatto in modo di aiutarlo, poiché è più facile comandare chi non crede in niente”. Un libro che insegna a non perdere la fantasia.

La storia infinita, libro o film? Libro.

Matilde

19/03/2010

Bambini adulti o adulti infantili? Roald Dahl ci dà un esempio di entrambi nel suo romanzo per ragazzi, uno dei più conosciuti e divertenti, che andrebbe letto indipendentemente dall’età.

Personalmente ho avuto a che fare con quest’opera solo un paio di anni fa, pur avendo visto il film che ne è stato tratto anni e anni prima, e l’ho trovata adorabile: un libro vecchia scuola oserei dire, con una bella trama e dei bei personaggi. Una di quelle storie che fa provare emozioni come se stessimo assistendo realmente alle ingiustizie raccontate e alla rivincita che ne segue.

Nonostante il film diretto da Danny DeVito, con una simpaticissima Mara Wilson nei panni della piccola bambina prodigio, sia piacevole, resta decisamente di livello inferiore rispetto al libro. Le differenze si possono contare sulle dita di una mano e riguardano principalmente la traduzione dei nomi dei personaggi. Il metodo usato per raccontare fa la vera differenza: questo libro deve essere visto con l’immaginazione, così come la maggior parte dei libri per ragazzi.

Per quanto si tratti di una storia di fantasia, bisogna ammettere che le immagini della preside Trinciabue in cui obbliga il povero Pappalardo a mangiare un’intera torta al cioccolato o lancia l’indifesa Tripp prendendola per le treccine e imitando il lancio del martello, sono molto meno traumatizzanti, in particolare per un bambino, se lasciate all’immaginazione. Concludo consigliando di leggere questo romanzo a chiunque non l’abbia già fatto e di lasciarsi conquistare come solo i bambini magicamente riescono a fare.

Matilde, libro o film? Libro.