Archive for the ‘Meglio il film’ Category

Alice nel paese delle meraviglie

16/04/2010

Dubito che molti sappiano chi è Charles Lutwidge Dodgson, di cui Lewis Carroll non è altro che il ben più noto pseudonimo, indissolubilmente legato a un capolavoro assoluto della letteratura inglese.

Uno stile unico: allusioni, giochi di parole, proverbi e ogni sorta di artificio letterario che possa rendere la lettura tanto affascinante quanto complessa. “Il vocabolario più straordinario in circolazione” così come un professore d’inglese me l’aveva descritto: aveva ragione.
La versione inglese non ha paragoni in particolare perché vista le difficoltà presenti nella traduzione di questo testo, ogni versione è come una storia a sé.

In realtà, il romanzo è suddiviso in due racconti separati ma negli adattamenti cinematografici, compreso il più recente diretto da Tim Burton, si tende a mescolare elementi di entrambi. Il regista si è impegnato a realizzare una versione molto più dark di tutte le precedenti ma comunque fedele, impreziosita dalle ottime interpretazioni di un cast davvero eccellente. Johnny Depp lascia sicuramente il segno nei panni del Cappellaio Matto, così come indimenticabili sono le interpretazioni di Anne Hathaway e Helena Bonham Carter, nei panni delle due regine.

Ma ancora mi chiedo: “perché un corvo assomiglia a una scrivania?”

Alice nel paese delle meraviglie, libro o film? Film.


Il diavolo veste Prada

15/04/2010

Come trasformare un ironico, a tratti cinico, in una classica commedia americana.

La scrittrice Lauren Weisberger offre uno spaccato, ammaliante ed inquietante allo stesso tempo, del mondo dell’editoria nel settore moda, dimostrando quanto facile sia rimanere abbagliati dal suo scintillio dimenticando i rapporti umani.

Un romanzo piacevole da leggere, appartenente al sottogenere chick lit, quindi pensato per un pubblico costituito da donne giovani, single e in carriera. Un libro che si può leggere nella pausa pranzo, in pullman e perché no, anche durante il bagno, poiché strutturato così da rendere facile la ripresa della lettura anche a metà di un capitolo. Un racconto divertente e appassionante quanto basta per convincermi a consigliarlo.

Il lungometraggio diretto da David Frankel nel 2006, trasforma questa graffiante opera nella classica storiella a lieto fine che magari, con la sua banalità, ci fa comunque piacere. Un po’ di ironia, una Meryl Streep superba e tanti bei vestiti: ecco la formula vincente di questo adattamento che, seppur poco fedele in alcuni punti, ha conquistato davvero tutti.

Il film tralascia completamente temi quali l’alcolismo dell’amica Lily, che sarà successivamente causa di un incidente stradale molto grave, o l’iniziale decisione di Andrea di non tornare subito da Parigi per raggiungere l’amica rimasta in coma dopo la disgrazia.

“Tutti vogliono essere noi” dichiara Miranda Priestly in una delle ultime scene del film: siamo sicuri che abbia ragione?

Il diavolo veste Prada, libro o film? Film.


Romeo e Giulietta

02/04/2010

Probabilmente, la storia d’amore più conosciuta al mondo. Uno dei principali classici della drammaturgia, singolarmente crudele e commovente.
Una magnifica tragedia quella composta da William Shakespeare ma difficilmente apprezzabile come lettura, almeno per i non amanti del genere teatrale.

Nonostante abbia letto qualche triste adattamento in stile romanzesco, resto fermamente convinta che per poter davvero apprezzare quest’opera sia necessario vederne l’interpretazione dal vivo o cinematografica.

Questa seconda versione, diretta da Baz Luhrmann, è probabilmente l’adattamento più stravagante tra tutti quelli realizzati. La rilettura in chiave moderna di questa vicenda mi ha molto colpita per l’originalità: il contrasto tra il classico e lo squilibrato crea una miscela semplicemente magnifica.

Molti potrebbero considerare questo lungometraggio un vero e proprio insulto all’opera originaria, ma trovo che proprio il distacco preso dal regista lo renda,  a suo modo, un piccolo capolavoro.

Romeo e Giulietta, libro o film? Ardua ma direi film.

Dracula

19/03/2010

Una mente geniale lo crea nel 1987 e un talento naturale lo riporta sullo schermo quasi un secolo dopo.

Il romanzo di Bram Stoker è in realtà un diario, a tratti epistolario, che lascia davvero impressionati per l’originalità. Leggendolo avrei volentieri tralasciato alcune parti, discretamente inutili ai fini del romanzo, ma in generale sono convinta che il libro sia molto affascinante in particolare perché, dopo la lunga serie di film realizzati a partire da questo romanzo, chiunque non l’abbia letto si sia creato delle immagini dei personaggi che non corrispondono affatto alla reale descrizione dello scrittore.

Francis Ford Coppola ha dimostrato di essere tra i pochi ad avere diritto di prendersi delle libertà dal romanzo poiché assolutamente in grado di non rovinarsi la reputazione, né di far arrabbiare il pubblico. Un magnifico Gary Oldman e un’adorabile Winona Ryder sono solo una piccola parte di un cast superbo di cui fa parte anche un’inaspettatamente azzeccato Anthony Hopkins nei panni del professor Abraham Van Helsing.
Un grande regista, un grande cast, un grande film.

Dracula, libro o film? Film.

Il silenzio degli innocenti

18/03/2010

“Bene, Clarice, gli agnelli hanno smesso di gridare?”, ed ecco i brividi scendere giù per la schiena.

Thomas Harris, già autore de Il Delitto della Terza Luna successivamente trasformatosi in Red Dragon , dà vita ad un romanzo che può essere considerato una vera opera d’arte. Un buon thriller? No, questa storia va oltre tutto questo perché è probabilmente una delle prime occasioni in cui rimaniamo affascinati, oserei dire conquistati, da un personaggio di indole malvagia. Un libro che non si legge ma, perdonatemi il gioco di parole, si divora.

Una trama avvincente è sempre attuale “grazie” alla criminalità che sempre ci si para davanti agli occhi senza scadere però nel banale, decisamente appetitosa anche per chi, come la sottoscritta, non è un appassionato del genere.

Se il romanzo è già di ottima qualità, il film è davvero superbo. Jonathan Demme dimostra di far parte di quella ristretta, sfortunatamente molto ristretta, cerchia di registi in grado di fornire un’eccezione alla regola secondo cui un libro è sempre migliore del suo adattamento cinematografico.

Minime le differenze tra romanzo e film e così ininfluenti che solo un lettore davvero petulante potrebbe accorgersene, poiché la sua attenzione dovrebbe invece riversarsi completamente su di una Jodie Foster che permette di dimenticare che stiamo guardando un film e non la vera Clarice Starling, e un perfetto Anthony Hopkins che in soli sedici minuti di interpretazione non solo riesce a meritarsi il premio oscar (colgo l’occasione per ricordare che questo è uno degli unici tre film riusciti a vincere i 5 premi oscar più importanti: miglior film, regia, sceneggiatura, attrice protagonista e attore protagonista) ma ci regala un assassino gentiluomo per il quale “La scortesia è una deformità inconcepibile”, insomma, una vera delizia.

Il silenzio degli innocenti, libro o film? Film.

Curiosità: il personaggio di Jame “Buffalo Bill” Gumb è ispirato al pluriomicida Ed Gein.

Ben Hur

12/03/2010

E potrei fermarmi qui. Un romanzo poco conosciuto, un film indimenticabile.

Non so quanti di voi siano a conoscenza del fatto che uno dei capolavori immortali della storia del cinema è tratto da un romanzo, il cui titolo originale è tutto un programma: “Ben Hur, a Tale of Christ”. Un po’ fuorviante non trovate? Perché tutto ci viene mostrato, meno che una storia di Cristo eccezion fatta per le sue apparizioni, nelle quali non viene mai mostrato il suo volto, utili allo sviluppo e alla risoluzione della vicenda narrata. La motivazione che sta dietro la scelta del titolo pare essere legata al fatto che tutto si svolge nei tempi e negli spazi in cui ebbe luogo la storia di Gesù Cristo.

Una fedeltà assoluta quella mostrata dal film di William Wyler nei confronti dell’opera di Lew Wallace, che permette una libera scelta della forma d’arte che più si preferisce. Ricordiamo però che si tratta sempre di uno degli unici tre film, che in 82 anni di cerimonie sono stati premiati con 11 oscar, in particolare si tratta del primo film mai riuscito in una simile impresa. Emblema di questo film è la scena nota come la corsa delle bighe, annoverata tra le più spettacolari scene d’azione mai girate.

Ben Hur, libro o film? Film.