Il silenzio degli innocenti

“Bene, Clarice, gli agnelli hanno smesso di gridare?”, ed ecco i brividi scendere giù per la schiena.

Thomas Harris, già autore de Il Delitto della Terza Luna successivamente trasformatosi in Red Dragon , dà vita ad un romanzo che può essere considerato una vera opera d’arte. Un buon thriller? No, questa storia va oltre tutto questo perché è probabilmente una delle prime occasioni in cui rimaniamo affascinati, oserei dire conquistati, da un personaggio di indole malvagia. Un libro che non si legge ma, perdonatemi il gioco di parole, si divora.

Una trama avvincente è sempre attuale “grazie” alla criminalità che sempre ci si para davanti agli occhi senza scadere però nel banale, decisamente appetitosa anche per chi, come la sottoscritta, non è un appassionato del genere.

Se il romanzo è già di ottima qualità, il film è davvero superbo. Jonathan Demme dimostra di far parte di quella ristretta, sfortunatamente molto ristretta, cerchia di registi in grado di fornire un’eccezione alla regola secondo cui un libro è sempre migliore del suo adattamento cinematografico.

Minime le differenze tra romanzo e film e così ininfluenti che solo un lettore davvero petulante potrebbe accorgersene, poiché la sua attenzione dovrebbe invece riversarsi completamente su di una Jodie Foster che permette di dimenticare che stiamo guardando un film e non la vera Clarice Starling, e un perfetto Anthony Hopkins che in soli sedici minuti di interpretazione non solo riesce a meritarsi il premio oscar (colgo l’occasione per ricordare che questo è uno degli unici tre film riusciti a vincere i 5 premi oscar più importanti: miglior film, regia, sceneggiatura, attrice protagonista e attore protagonista) ma ci regala un assassino gentiluomo per il quale “La scortesia è una deformità inconcepibile”, insomma, una vera delizia.

Il silenzio degli innocenti, libro o film? Film.

Curiosità: il personaggio di Jame “Buffalo Bill” Gumb è ispirato al pluriomicida Ed Gein.

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4 Risposte to “Il silenzio degli innocenti”

  1. Alessandra Says:

    Anche solo leggere questo commento e pensare alle scene del film mette i brividi! Dovrò leggere il libro!

  2. Giusy Says:

    Non ho letto il libro, ma ho visto il film due o tre volte.
    E’ inquietante, spiazza e turba ed ha un ottimo finale.
    Piaciuto.

  3. babilegolas Says:

    Ho letto il libro … o meglio i libri della trilogia e concordo sulla scelta del film. Attori azzeccati, scene e suspence al punto giusto insomma un capolavoro della cinematografia da tenere nel cofanetto dei migliori e conservare gelosamente nello scrigno delle meraviglie.
    Se decidessi mai di diventare un serial killer vorrei esse come il dott. HL.

  4. Ed Gein « I volti del Crimine Says:

    […] quella porta”, “Il silenzio degli innocenti” (una recensione sul romanzo e sul film a questo indirizzo) e il romanzo “Psycho” di Robert Bloch, da cui è nato l’omonimo film diretto da Alfred […]

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